Una fonte di energia è rinnovabile quando il suo sfruttamento avviene in un tempo confrontabile
con quello necessario per la sua rigenerazione. A differenza dei combustibili fossili e nucleari,
destinati a esaurirsi in un tempo finito, le fonti rinnovabili possono essere considerate virtualmente
inesauribili.
Il Decreto Legislativo n. 387 del 2003 definisce all’art 2 lettera a) le fonti energetiche rinnovabili o
fonti rinnovabili come: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del
moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di
depurazione e biogas).
In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti,
rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) dalla silvicol-
tura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;
È importante considerare come le forme di energia sul nostro pianeta hanno origine
dall’irraggiamento solare (ad eccezione dell'energia nucleare).
Dall’energia solare derivano: l’energia idroelettrica, che sfrutta le cadute d’acqua; l’eolica, derivan-
te dal vento dovuto al disuniforme riscaldamento delle masse d’aria; l’energia delle biomasse è
energia solare immagazzinata chimicamente, attraverso il processo della fotosintesi clorofilliana.